Ho diversi nomignoli e soprannomi, ma quale più mi appartenga non saprei proprio dirlo. Quasi ogni persona con cui instauri un rapporto tale da chiamarsi per nome tende ad adottarne qualcuno. Che magari differisce da tutti gli altri, anche solo per la grafia.
Se da piccolo odiavo qualsiasi soprannome, col tempo ho preso ad apprezzare questa varietà, accettando la naturalezza delle trasformazioni linguistiche, e abbandonando la pretesa di essere in possesso assoluto del proprio nome, di imporne uso, pronuncia e grafia.
Così, a partire da qualche momento della mia vita universitaria, ho cominciato a sperimentare anagrammi e nomi buffi. Il primo forse fu Giafazio Abrucoli. Quando ho scritto la prima versione di questo post, ormai diversi anni fa, avevo anche cercato di risalire alla sua prima comparsa, trovando una stima dall’alto nel maggio 2013: in effetti mi piace rimaneggiare ciò che scrivo, cancellando tutto ciò che non sento più mio o per cui provo ribrezzo o imbarazzo.
Il post era nato come prima, e poi unica, pagina di un blog, dopo che era rimasta bianca per diverso tempo. Alla fine, pur pagandone in dispersività, mi ero messo all’opera trascrivendo semplicemente i miei pensieri e le mie divagazioni di fronte a quella pagina vuota. Raccontavo anche di come mi fossi messo a riordinare vecchi file, trovando frammenti di ricordi di cui avevo perso memoria.
Rileggendo mi sono accorto che ormai di quei ricordi non ho davvero più traccia e non mi appartengono più. Penso di aver imparato molte cose su di me da allora e di essere cambiato, almeno un po’, in meglio; posso annoverare molte persone incontrate in quel periodo tra i miei migliori amici e non posso che essere grato di averle incontrate.
Concludo con un anticlimax, tornando al più leggero argomento iniziale. Mi sono meravigliato non poco quando alcuni degli pseudonimi che mi sono fabbricato hanno, per così dire, preso vita divenendo soprannomi veri, inaspettatamente apprezzati da qualcuno diverso da me. E, come ogni cosa che vive nel tempo, cambiando e ramificandosi, quali parole, appunto, vive.