James Joyce — Traduzioni di Fabrozio

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I · II · IX · XV · XXXV · XXXVI

I

Archi in terra e nell’aria
Musica fanno dolce;
Archi dove s’incontrano
I salici sul fiume.

Lungo il fiume c’è musica,
Ché lì si aggira Amore,
Fiori pallidi sul suo manto,
Foglie cupe sui suoi capelli.

E suona, tutto soave,
Col capo chino alla musica,
E le dita vaganti
Su uno strumento.

II

Il crepuscolo si fa, da ametista,
Blu sempre più profondo,
Il lampione veste di verde pallido
Gli alberi lungo il viale.

Il vecchio piano suona un’aria
Pacata e lenta e lieta;
E lei, curva sui tasti gialli,
Inclina la testa verso di me.

Pensieri timidi e grandi occhi seri e mani
Che vagano a piacere –
Il crepuscolo si fa di blu cupo
Acceso d’ametista.

IX

Venti di maggio sul mare danzanti,
Danzate in cerchio, danzate festanti
D’onda in onda, mentre più su s’innalza
la spuma e così s’inghirlanda
in archi d’argento tesi nel cielo,
Vedeste per caso il mio amore vero?
Oh, pena mia!
Ahimè, venti di maggio!
Triste è l’amore se l’amore è in viaggio!

XV

Déstati, anima mia, da roridi sogni,
Dal profondo sonno d’amore e dalla morte,
Ché ecco! son pieni di sospiri gli alberi
Cui il mattino esorta le foglie.

A oriente l’alba lenta sopravanza
Ove appaiono fuochi vivi e miti
Facendo tremare tutti quei veli
Di ragnatela fina grigia e d’oro.

Mentre con gentilezza, grazia, segretezza
Le campane fiorite del mattino
Vibrano e i saggi cori delle fate
Prendono (innumeri!) a farsi sentire.

XXXV

Tutto il giorno odo il frastuono delle acque
Affrante,
Triste come l’uccello marino, che, solo,
Va via distante,
E ode i venti urlare all’acqua del mare
Salmodiante.

I venti grigi, i venti freddi soffiano
Là dove io passo.
Odo il frastuono di molte acque
Assai più in basso.
Tutto il dì, tutta la notte, odo di là e di qua
Il loro fluido passo.

XXXVI

Odo un’armata alla carica sulla terra,
E il rombo dei cavalli lanciati, ginocchi tra la schiuma:
Arroganti, in nere armature, dietro si ergono,
Sprezzando le redini, le fruste all’aria, gli aurighi.

Urlano alla notte il loro nome di guerra:
Gemo nel sonno percependo il loro turbine di risa.
Fendono l’oscurità dei sogni, fiamma accecante,
Battendo, battendo sul cuore come s’un’incudine.

Giungono, scuotendo in trionfo la lunga chioma verde:
Escono dal mare e corrono gridando sulla riva.
Cuore mio, non hai senno se così ti disperi?
Amore, amore, amore mio, perché mi hai lasciato solo?

Prime versioni: maggio–giugno 2012.
Ultima revisione: settembre 2026 (con ChatGPT6).