Edmund Spenser — Traduzione di Fabrozio
Un giorno scrissi il suo nome sulla spiaggia,
Ma giunsero le onde e via lo lavarono:
Scrissi ancora una seconda mano nella sabbia,
Ma i flutti di marea i miei sforzi predarono.
«Uomo vano», disse lei, «che tenti invano
Di immortalare così cosa mortale,
Ché io stessa svanirò allo stesso modo,
E il mio nome spazzato via in modo uguale.»
«Non così», parlai io, «lascia a cose più vili il pensare
Di morire nella polvere; tu, nella fama, vivrai:
I miei versi eterneranno le tue virtù rare,
E il tuo nome nei cieli, glorioso quanto mai.
Dove, quando la morte l’universo soggiogherà,
Il nostro amore vivrà, e la vita ancora rinnoverà.
Prima versione: aprile 2012.
Ultima revisione: settembre 2026 (con l’ausilio di ChatGPT6).